L’Alta Tuscia è un mosaico di paesaggi antichi e borghi silenziosi, un territorio che vive al ritmo lento della natura e che ha custodito nei secoli la propria identità.
una terra di confine, sospesa tra Lazio, Toscana e Umbria, che offre al viaggiatore una straordinaria varietà di scorci: vallate scolpite dai calanchi, boschi vulcanici come la Selva del Lamone, laghi di origine craterica e colline coltivate che donano prodotti unici.
Ad accogliere il viandante è Acquapendente, la porta settentrionale della Tuscia, crocevia di pellegrini lungo la Via Francigena. Nel cuore del borgo il Duomo del Santo Sepolcro custodisce la sua celebre cripta romanica, riproduzione del sepolcro di Cristo a Gerusalemme, che nei secoli ha attirato pellegrini da tutta Europa. Passeggiando tra le vie medievali si incontrano torri, fontane e palazzi rinascimentali, fino al Museo della Città Civico e Diocesano, che conserva reperti archeologici e opere d’arte sacra
All’estremo settentrione del suo territorio si trova Trevinano, piccolo borgo che domina le colline al confine con Toscana e Umbria. Raccolto intorno al suo Castello, conserva un fascino intatto, fatto di vicoli silenziosi e panorami che nelle giornate limpide spaziano fino al Monte Amiata. Oggi è anche un luogo di eccellenza enogastronomica: agriturismi e ristoranti di pregio propongono una cucina che unisce i sapori della Tuscia a quelli toscani e umbri, rendendo Trevinano una tappa ideale.
A pochi chilometri, su un’altura che domina la valle del Paglia, sorge Proceno, borgo medievale con il suo castello visitabile e le stradine di tufo che raccontano secoli di vita. Qui nasce l’Aglio Rosso di Proceno, piccolo e profumato, coltivato da generazioni e ancora oggi appeso in trecce ornamentali nelle case e nei mercati: un vero simbolo di identità agricola.
Il cammino continua verso Onano, noto per la Lenticchia, legume prezioso apprezzato fin dal Rinascimento e celebrato in estate con una sagra che anima il borgo. Nel centro storico si erge il Castello Monaldeschi della Cervara, che testimonia la lunga influenza delle famiglie nobiliari, e la chiesa di San Giovanni Battista, che custodisce affreschi rinascimentali di pregio.
Latera, affacciata sul Lago di Mezzano, sorprende con il suo impianto medievale e i palazzi in tufo. Da non perdere il Museo della Cultura Contadina, che conserva strumenti agricoli e memorie della vita rurale, permettendo di riscoprire tradizioni ormai scomparse. Poco fuori, sentieri conducono al lago, luogo incontaminato e silenzioso che regala al viaggiatore una natura quasi intatta.
Salendo sulle colline, ecco Farnese, borgo che porta il nome della potente famiglia che segnerà la storia dell’intera area. Tra le sue vie si incontrano la chiesa di San Salvatore e palazzi nobiliari, mentre poco distante si estende la straordinaria Selva del Lamone, una riserva naturale di rara suggestione, con colate laviche, boschi intricati e sentieri che sembrano condurre in un paesaggio primordiale.
Il viaggio prosegue verso Ischia di Castro, che custodisce il Palazzo Farnese, imponente residenza rinascimentale. Nei suoi dintorni si celano resti etruschi di grande importanza, tra cui la città scomparsa di Statonia e necropoli rupestri che si aprono tra boschi e valloni. Nel borgo si visitano anche le chiese medievali di San Rocco e San Sebastiano, che raccontano la devozione popolare.
Ultima tappa è Cellere, immersa tra uliveti e colline, dove si erge la chiesa di Sant’Egidio, capolavoro rinascimentale progettato da Antonio da Sangallo il Giovane. Passeggiare nel borgo significa riscoprire un ritmo autentico: il profumo del pane appena sfornato, l’olio fragrante dei frantoi, le carni arrostite sulla brace e le zuppe di legumi che raccontano la saggezza contadina.
L’Alta Tuscia è un paesaggio dell’anima: terra di antiche civiltà etrusche, di castelli medievali, di splendori farnesiani e di tradizioni che ancora vivono. Ogni borgo custodisce memorie e sapori, ogni sentiero conduce a un incontro con la natura. Qui il tempo sembra fermarsi, invitando il viaggiatore a respirare, osservare e ascoltare. E quando il sole tramonta dietro i colli e il cielo si colora di arancio e rosa, i borghi si illuminano di luci calde e discrete, come un invito a restare ancora, per assaporare fino in fondo la magia di questa terra.
L’Alta Tuscia non si lascia solo visitare: si vive con lentezza, tra un calice di vino e un piatto della tradizione, tra il silenzio delle necropoli e le voci delle piazze. È un luogo che resta nel cuore, come un ricordo indelebile che accompagna il viaggiatore anche dopo il ritorno a casa.
Approfondimento sui fatti e luoghi importanti
Musei e luoghi della memoria
• Museo della Città Civico e Diocesano (Acquapendente): opere sacre, reperti archeologici e testimonianze medievali.
• Castello di Proceno: visitabile, con sotterranei e torri panoramiche.
• Castello di Trevinano: residenza nobiliare e punto strategico di confine, oggi visitabile in parte.
• Museo della Cultura Contadina (Latera): strumenti agricoli, utensili e vita rurale.
• Palazzo Farnese (Ischia di Castro): architettura rinascimentale, testimonianza del dominio farnesiano.
Eventi e tradizioni
• Pugnaloni di Acquapendente (maggio): mosaici floreali simbolo di libertà e rinascita.
• Sagra della Lenticchia di Onano (agosto): festa dedicata al legume più celebre dell’Alta Tuscia.
• Feste patronali di Cellere, Latera e Trevinano: momenti in cui fede, folclore e convivialità si intrecciano.
Prodotti tipici
• Aglio Rosso di Proceno: presidio identitario, dal profumo intenso e dalla lunga conservabilità.
• Lenticchia di Onano: antica varietà locale, già apprezzata in epoca rinascimentale.
• Olio extravergine dell’Alta Tuscia: fruttato e profumato, proveniente dagli uliveti di Cellere, Latera e Ischia di Castro.
• Formaggi ovini e caprini: diffusi nelle campagne di Ischia di Castro e Farnese.
• Cucina di Trevinano: punto d’incontro tra tradizione toscana, umbra e viterbese.
Natura e paesaggi
• Selva del Lamone (Farnese): riserva naturale con sentieri tra boschi e massi lavici.
• Lago di Mezzano (Latera): antico cratere vulcanico, meta per escursioni e relax.
• Calanchi e vallate di Acquapendente: paesaggi modellati dal tempo e dall’acqua.
• Panorama da Trevinano: vista che spazia fino al Monte Amiata.
Itinerario di 3 giorni – Alta Tuscia
Giorno 1 – Acquapendente, Torre Alfina e Trevinano
• Duomo del Santo Sepolcro con la cripta romanica e il Museo della Città di Acquapendente.
• Passeggiata nel centro storico medievale con torri, fontane e vicoli in peperino.
• Castello di Torre Alfina e Bosco del Sasseto, la “foresta incantata”.
• Borgo di Trevinano con il Castello e cena in agriturismo o ristorante d’eccellenza.
Giorno 2 – Proceno, Onano e Latera
• Castello di Proceno con torri e sotterranei, degustazione dell’Aglio Rosso.
• Borgo di Onano con il Castello Monaldeschi della Cervara e la chiesa di San Giovanni Battista.
• Degustazione della Lenticchia di Onano, protagonista della sagra estiva.
• Museo della Cultura Contadina di Latera e passeggiata naturalistica al Lago di Mezzano.
Giorno 3 – Farnese, Ischia di Castro e Cellere
• Centro storico di Farnese con la chiesa di San Salvatore.
• Escursione nella Selva del Lamone tra boschi e colate laviche.
• Palazzo Farnese e necropoli etrusche di Statonia a Ischia di Castro.
• Chiesa di Sant’Egidio di Antonio da Sangallo il Giovane a Cellere e cena tipica con piatti contadini.
L’Alta Tuscia a tavola
La cucina dell’Alta Tuscia è il riflesso fedele del suo paesaggio: semplice, autentica, generosa, costruita su prodotti che hanno radici antiche e che raccontano la fatica e la sapienza contadina.
Il prodotto simbolo è senza dubbio la Lenticchia di Onano, piccola e saporita, coltivata da secoli sui terreni vulcanici che circondano il borgo. La sua fama attraversò i secoli: documenti del Rinascimento testimoniano che veniva inviata come dono alle famiglie nobiliari, mentre oggi è protagonista di zuppe, insalate e piatti creativi nelle cucine degli chef.
Altro tesoro della terra è l’Aglio Rosso di Proceno, dal bulbo compatto e dall’aroma intenso, capace di esaltare i sapori delle minestre e delle carni. L’aglio rosso non è solo un ingrediente, ma un vero emblema identitario: lo si trova intrecciato in lunghe trecce appese alle porte delle case, quasi fosse un talismano della tradizione rurale.
Nei campi e nelle colline intorno a Farnese, Ischia di Castro e Cellere si producono formaggi ovini e caprini, che variano dalle caciotte fresche ai pecorini stagionati, spesso abbinati al miele o alle confetture artigianali. Non manca l’olio extravergine d’oliva, fruttato e profumato, che caratterizza la cucina casalinga così come quella dei ristoranti più raffinati.
La carne ha sempre avuto un ruolo centrale: arrosti e grigliate sono preparati con gli animali allevati nelle campagne, accompagnati da verdure dell’orto e legumi. A Cellere e nei dintorni è celebre la zuppa di legumi e cereali, piatto povero ma nutriente, che riporta ai sapori di un tempo.
L’Alta Tuscia, però , non è solo cucina contadina: a Trevinano e Torre Alfina si trovano ristoranti di eccellenza che hanno saputo reinterpretare le tradizioni locali in chiave contemporanea, portando questi piccoli borghi alla ribalta della gastronomia nazionale.
Qui la Lenticchia di Onano, l’Aglio Rosso di Proceno, i formaggi e l’olio diventano protagonisti di piatti eleganti e innovativi, senza mai perdere il legame con le radici del territorio.
Sedersi a tavola nell’Alta Tuscia significa dunque compiere un viaggio nella memoria e nella creatività: ogni portata racconta storie di famiglie, di feste popolari, di antiche saggezze contadine. Un patrimonio gastronomico che, oggi come ieri, continua a unire chi lo condivide.
Ricette tipiche dell’Alta Tuscia
Zuppa di lenticchie di Onano
Ingredienti: lenticchie di Onano, cipolla, aglio rosso, sedano, alloro, olio extravergine, pane raffermo.
Preparazione: Le lenticchie, lasciate a bagno, si cuociono lentamente in una casseruola con un soffritto di cipolla, aglio e sedano. A metà cottura si aggiungono sale e alloro. Una volta pronte, la zuppa si versa in scodelle con fette di pane raffermo abbrustolito, completando con un filo di olio extravergine a crudo.
Pici all’aglione rosso di Proceno
Ingredienti: pici freschi tirati a mano, aglio rosso diProceno, pomodori pelati, peperoncino, olio extravergine, sale.
Preparazione: In padella si soffrigge l’aglio rosso con olio e peperoncino, si aggiungono i pelati lasciandoli sobbollire per circa 20 minuti. I pici, cotti in abbondante acqua salata, vengono scolati e saltati nella salsa. Un piatto povero ma intenso, arricchito dal gusto unico dell’aglio rosso procenese.
Spezzatino di cinghiale alla Farnesana
Ingredienti: carne di cinghiale, vino rosso, cipolla, sedano, carota, olive nere, rosmarino, salvia, olio extravergine, pepe.
Preparazione: La carne viene marinata nel vino rosso con aromi per una notte. Si prepara un battuto di cipolla, sedano e carota, lo si soffrigge con olio, quindi si aggiunge la carne scolata e si lascia insaporire. Si sfuma con vino, si aggiungono olive e spezie e si cuoce lentamente per almeno due ore, fino a ottenere uno spezzatino morbido e profumato.
Frittelle di San Giuseppe di Onano
Ingredienti: farina, latte, zucchero, uova, lievito, uvetta, olio per friggere, zucchero a velo.
Preparazione: Si prepara un impasto con farina, latte, zucchero e uova, arricchito con uvetta ammollata. Dopo la lievitazione si versa a cucchiaiate nell’olio bollente e si friggono fino a doratura. Le frittelle calde si cospargono di zucchero a velo: sono i dolci tipici di marzo, legati alla festa di San Giuseppe.
L’enologia nell’Alta Tuscia
Il paesaggio dell’Alta Tuscia non è fatto solo di borghi medievali e boschi silenziosi: tra colline tufacee, altipiani e pendii vulcanici, da secoli si coltiva la vite.
Qui la viticoltura ha trovato un terreno generoso, ricco di minerali e microclimi unici, che conferiscono ai vini caratteri distintivi.
Ad Acquapendente e Proceno le vigne si estendono sulle pendici che guardano la Val d’Orcia e il Monte Amiata, producendo rossi intensi e bianchi fragranti, spesso legati alle varietà autoctone come il Trebbiano e la Malvasia, ma anche internazionali come Sangiovese e Merlot.
A Onano e Latera, la coltivazione della vite si lega alle tradizioni contadine: piccoli appezzamenti e produzioni limitate, spesso a conduzione familiare, che restituiscono il volto autentico di un’enologia artigianale.
Qui i vini accompagnano piatti di legumi, zuppe e formaggi, diventando parte della vita quotidiana.
Nei territori di Farnese e Ischia di Castro si producono rossi strutturati, capaci di accompagnare le carni di cacciagione e gli arrosti tipici della zona. Le cantine locali hanno iniziato a valorizzare queste etichette anche sul mercato nazionale, puntando sulla qualità più che sulla quantità.
A Cellere, la viticoltura è strettamente intrecciata alla vita rurale: piccoli vigneti convivono con uliveti e pascoli, dando vita a vini semplici e sinceri, spesso consumati all’interno delle comunità o nelle sagre paesane. Sono etichette che raccontano la dimensione più autentica del lavoro contadino.
Infine a Trevinano e Torre Alfina si trovano aziende che hanno saputo innovare la tradizione, unendo tecniche moderne e rispetto per il territorio: piccole produzioni che hanno ricevuto riconoscimenti per l’equilibrio e l’eleganza dei loro vini.
L’Alta Tuscia, nel suo insieme, non è ancora una terra vinicola famosa come altre zone italiane, ma custodisce una ricchezza fatta di autenticità e passione. Degustare i suoi vini significa ritrovare i sapori del territorio: minerali e intensi nei bianchi, caldi e speziati nei rossi, fragranti nei rosati. Sono vini che raccontano una terra di confine, dove il gusto è sempre intrecciato alla storia e alla natura.
Acquapendente – Trevinano – Torre Alfina
Cantina: Le Roghete
Indirizzo: Via di Villa Rogheta, 137 – Acquapendente (VT)
Telefono: +39 340 5330260
Sito web: www.leroghete.it
Email: info@leroghete.it
Cantina: Terre d’Aquesi
Indirizzo: Via Cassia km 137,400 – Acquapendente (VT)
Telefono: +39 347 5341010
Sito web: www.terredaquesia.it
Email: info@terredaquesia.it
Cantina: Villa Sant’Ermanno
Indirizzo: SS Cassia km 142+300 – San Casciano dei Bagni (SI)
Telefono: +39 329 1644501
Sito web: www.villasermanno.it
Email: info@villasermanno.it
Cantina: Podere Elvella
Indirizzo: Predio Elvella, 6 – Frazione Trevinano – Acquapendente (VT)
Telefono: +39 349 4934447
Sito web: www.elvella.it
Email: info@elvella.it
Cantina: Podere Orto
Indirizzo: Predio l’Orto, 35 – Media Valle del Paglia – Trevinano – Acquapendente (VT)
Telefono: +39 0763 476091
Sito web: www.podereorto.com
Email: mail@podereorto.com
Farnese
Cantina: La Trusca
Indirizzo: Via Principe Amedeo – Farnese (VT)
Telefono: +39 333 9493475
Sito web:
Email: latrusca@libero.it
Cantina: Podere Puellae
Indirizzo: Corso Vittorio Emanuele, 196 – Farnese (VT)
Telefono: +39 388 7506226
Sito web:
Email: podere.puellae@gmail.com
Cantina: Terre di Marfisa
Indirizzo: S.P. 47 Lamone km 7 – Farnese (VT)
Telefono: +39 0761 458202
Sito web: www.terredimarfisa.it
Email: info@terredimarfisa.it
Ischia di Castro
Cantina: GeReMi
Indirizzo: Piazza Immacolata, 27 – Ischia di Castro (VT)
Telefono: +39 340 835974
Sito web:
Email: geremivini@gmail.com
Cantina: Mazzi Mirella
Indirizzo: Via di Cellere, 33 – Ischia di Castro (VT)
Telefono: +39 329 8007746
Sito web: www.aziendaagricolamazzimirella.com
Email:
Cantina: Podere la Tagliata
Indirizzo: Località Tagliata – Ischia di Castro (VT)
Telefono: +39 348 4229325
Sito web:
Email: goffredoperoni79@gmail.com
Cantina: Vigne del Patrimonio
Indirizzo: Località Vepre – Ischia di Castro (VT)
Telefono: +39 328 6507893 / +39 348 3366807
Sito web: www.donneinvigna.it
Email: rosacapece56@gmail.com
Cellere
Cantina: Azienda Agricola Lotti Bio
Indirizzo: Località Ascarella, 2 – Cellere (VT)
Telefono: +39 375 8040999
Sito web: www.aziendaagricolabiologicalotti.com
Email: info@aziendaagricolabiologicalotti.com
Cantina: Cantina Simoncini
Indirizzo: Via G. Marconi, 34/C – Cellere (VT)
Telefono: +39 347 8623953
Sito web: www.cantinasimoncini.it
Email: info@cantinasimoncini.it
Latera
Cantina: Cantina Ortaccio
Indirizzo: Corso V. Emanuele III, 130 – Latera (VT)
Telefono: +39 331 1015786
Sito web: cantinaortaccio.com
Email: cantinaortaccio@gmail.com
Arte casearia nell’antico Ducato di Castro
Il territorio dell’antico Ducato di Castro, che comprende borghi come Ischia di Castro, Farnese e Cellere, ha sempre avuto una forte vocazione pastorale. Le vaste praterie, le forre e i pascoli naturali che caratterizzano questa parte dell’Alta Tuscia hanno favorito per secoli l’allevamento di ovini e bovini. Da questa tradizione è nata un’arte casearia semplice ma autentica, che ancora oggi sopravvive nei caseifici familiari e nelle aziende agricole della zona.
Pecorini stagionati dal gusto intenso, caciotte fresche e ricotte delicate sono il risultato di tecniche tramandate di generazione in generazione, legate alla transumanza e ai cicli stagionali. La produzione casearia nel Ducato di Castro non ha mai assunto dimensioni industriali, mantenendo un carattere artigianale e territoriale. Questo la rende preziosa: ogni formaggio racconta un paesaggio, un modo di vivere e di lavorare che affonda le radici nella storia contadina.
Accanto a questa tradizione si inseriscono oggi nuove aziende agricole che, pur rispettando i metodi antichi, hanno saputo valorizzare la qualità delle materie prime e presentarsi al mercato con prodotti genuini e certificati.
L’arte casearia del Ducato di Castro rappresenta quindi un patrimonio agroalimentare che unisce passato e presente, natura e cultura, rendendo questi borghi un punto di riferimento per chi vuole conoscere i sapori autentici dell’Alta Tuscia.
Tenuta Il Radichino – Famiglia Pira
Tra le realtà più rappresentative spicca la Tenuta Il Radichino della Famiglia Pira, situata a Ischia di Castro. È conosciuta per l’eccellenza dei suoi pecorini, caprini e misti, prodotti con metodi artigianali e grande attenzione alla qualità del latte. L’azienda si è distinta anche a livello nazionale e internazionale, ricevendo riconoscimenti per la genuinità e il carattere dei suoi formaggi, che esprimono al meglio la biodiversità e la ricchezza dei pascoli dell’Alta Tuscia.
Indirizzo: Località Le Chiuse, snc – Ischia di Castro (VT)
Email: info@tenutailradichino.it
Sito Web: www.tenutailradichino.it
Arte norcina dell’Alta Tuscia
L’Alta Tuscia custodisce una tradizione norcina antica, legata all’allevamento familiare e alla trasformazione artigianale delle carni suine. Nei borghi rurali di questa terra di confine, l’arte di lavorare il maiale è sempre stata parte integrante della vita quotidiana: dalle salsicce speziate ai prosciutti stagionati, fino a guanciali e pancette profumate con erbe spontanee.
Questa cultura, tramandata di generazione in generazione, non si limita alla produzione domestica ma trova oggi espressione in aziende e botteghe che valorizzano la qualità e la genuinità della filiera corta.
L’Alta Tuscia diventa così un luogo dove il sapere norcino non è solo gastronomia, ma memoria collettiva e identità del territorio.
Il Poder Riccio – Proceno e Acquapendente
Il Poder Riccio, con sede agricola a Proceno, è una delle realtà più autentiche dell’Alta Tuscia nella produzione di carni di qualità . L’azienda alleva bovini e suini in ampi spazi naturali, garantendo benessere animale, alimentazione sana e una filiera completamente controllata.
La filosofia è quella della filiera corta:
dall’allevamento alla macellazione, fino alla vendita diretta, offrendo al consumatore carni fresche, genuine e tracciabili.
Il legame con il territorio si esprime anche ad Acquapendente, dove nel centro storico si trova *Il Ristoro* del Poder Riccio: uno spazio dedicato alla ristorazione e alla vendita, dove le carni aziendali diventano piatti tipici locali, interpretati secondo
tradizione.
Questa doppia anima – agricola e gastronomica – fa del Poder Riccio un esempio virtuoso dell’Alta Tuscia, capace di unire il lavoro dei campi con l’accoglienza e la valorizzazione dei sapori del territorio.
Indirizzo: Podere Bisconti, 9 – Proceno (VT)
Tel: +39 331 9215555 – +39 380 8698987
Email: info@ilpoderriccio.it
Sito Web: www.ilpoderriccio.it
Conclusioni
L’Alta Tuscia si presenta come un territorio di confine che unisce Lazio, Toscana e Umbria in un mosaico di paesaggi, borghi e tradizioni. Dai pascoli d’altura di Trevinano alle colline tufacee di Latera, dalle forre selvagge di Farnese alle memorie della città perduta di Castro, ogni borgo custodisce un frammento di storia e un sapore autentico.
Qui l’esperienza di viaggio si fa lenta e profonda: percorrere i vicoli medievali, assaporare un pecorino stagionato o un bicchiere di vino artigianale significa immergersi in una cultura viva, che non è mai rimasta cristallizzata nel passato ma continua ad adattarsi, innovare e raccontare.
L’Alta Tuscia non è ancora un territorio battuto dal turismo di massa, ed è proprio questo il suo fascino: una terra che va scoperta passo dopo passo, ascoltando il silenzio dei boschi, il vento che accarezza gli altipiani, le voci dei mercati di paese.
È un invito a viaggiare con lentezza, a lasciarsi guidare dalla curiosità e dal gusto, ritrovando nell’autenticità la sua più grande ricchezza.
Bibliografia essenziale
Italo Arieti, Cucina della Tuscia, Edizioni del Sole, Viterbo, 1998.
Maria Teresa Bianchi, Borghi e castelli dell’Alto Lazio, Newton Compton, Roma, 2005.
Giovanni Garbini, Gli Etruschi nella Tuscia, Laterza, Bari, 1992.
Paolo Portoghesi, Il Lazio minore. Architetture e paesaggi, Officina Edizioni, Roma, 1980.
Portale istituzionale della Provincia di Viterbo: www.provincia.viterbo.it
Parchi Regionali del Lazio: www.parchilazio.it
La Tuscia del Vino 2025. A cura di Carlo Zucchetti e Francesca Mordacchini Alfani
