Itinerario 5 – Borghi e vigneti della Valle del Tevere silenziosi dell’Alta Tuscia

La valle del Tevere segna da sempre il confine orientale della Tuscia, una terra di transito, di commerci e di incontri culturali. Qui il paesaggio cambia volto: dai calanchi di Bagnoregio alle colline tufacee di Lubriano, dai pianori coltivati di Castiglione in Teverina ai pendii vitati di Civitella d’Agliano, fino alle rocche che dominano il fiume a Orte e Bassano in Teverina. È una Tuscia che vive in dialogo con l’Umbria e con Roma, un territorio ponte tra nord e sud, tra pianura e collina, tra natura e storia.

Bagnoregio, con la sua Civita sospesa nel tufo e circondata dai calanchi, è il simbolo più noto: “la città che muore” diventa anche la città che rinasce grazie all’amore dei suoi abitanti e all’attenzione dei viaggiatori da tutto il mondo. Lubriano, di fronte a Civita, offre vedute mozzafiato sulla valle e custodisce tradizioni agricole secolari.

A dominare l’anima vitivinicola dell’area sono soprattutto Castiglione in Teverina e Civitella d’Agliano: qui si producono bianchi e rossi di carattere, legati soprattutto al vitigno Grechetto, che trova in queste colline tufacee un habitat ideale.

Castiglione ospita il Muvis – Museo del Vino e delle Scienze Agroalimentari, il più grande museo dedicato al vino in Europa. Nato all’interno delle storiche Cantine Vaselli, il complesso si sviluppa su oltre 3.000 metri quadrati e racconta non solo la storia della viticoltura nella Tuscia, ma anche le tradizioni agricole, gli strumenti di cantina e il rapporto millenario tra uomo e vite. Il percorso museale unisce archeologia industriale, spazi espositivi, ambienti originali delle cantine e sale multimediali, facendo del Muvis un centro di divulgazione e ricerca, oltre che un punto di riferimento per il turismo enologico del Lazio.

Civitella d’Agliano si distingue invece per l’approccio innovativo delle sue aziende vinicole, che dagli anni Ottanta hanno fatto conoscere la Tuscia nel panorama internazionale grazie ai vini naturali: produzioni artigianali, fermentazioni spontanee, uso ridotto di solfiti, in un equilibrio tra tradizione e sperimentazione che ha reso celebre il borgo tra gli appassionati di vino autentico.

I piccoli borghi come Celleno, il “paese fantasma” oggi recuperato come borgo turistico, e Graffignano, con il suo castello Baglioni e le tradizioni popolari, completano un mosaico di luoghi autentici e ancora poco conosciuti.

Bassano in Teverina, con la sua torre medievale, e Vitorchiano, noto come il “borgo sospeso” per le case che si ergono sullo sperone tufaceo, raccontano il legame indissolubile con la pietra vulcanica e con il fiume che scorre poco distante. Infine, Orte, storica città etrusca e romana, centro medievale fortificato e snodo fluviale sul Tevere, rappresenta il cuore strategico di questa valle: crocevia di strade, merci e culture.

Le grandi famiglie nobiliari – dai Monaldeschi ai Baglioni, dai Farnese agli Orsini – hanno lasciato castelli, palazzi e chiese che ancora oggi disegnano il paesaggio.

Accanto alla storia, la viticoltura ha continuato a modellare le colline, dando vita a vini di carattere: freschi e minerali nei bianchi, robusti e speziati nei rossi.

Questa valle, dove la natura è segnata dal lento fluire del Tevere, racconta una Tuscia di confine, ricca di panorami suggestivi e di sapori autentici. Un itinerario che intreccia borghi, vigneti e pietra, offrendo al viaggiatore un’esperienza unica, sospesa tra fragilità e rinascita.

Approfondimenti – Luoghi da non perdere della Teverina

Civita di Bagnoregio, la città che muore e rinasce

Civita di Bagnoregio è uno dei luoghi più iconici della Tuscia. Arroccata su uno sperone tufaceo circondato dai calanchi, per secoli ha vissuto un destino segnato da frane e spopolamento, tanto da essere ribattezzata “la città che muore”. Negli ultimi decenni, però , Civita ha conosciuto una rinascita sorprendente: la cura degli abitanti e l’arrivo di visitatori da tutto il mondo hanno riportato vita nei suoi vicoli medievali. Oggi il borgo è un simbolo di resilienza e un esempio di turismo sostenibile che unisce fragilità e bellezza.

Il Muvis di Castiglione in Teverina

Nel cuore della Teverina sorge il Muvis – Museo del Vino e delle Scienze Agroalimentari, il più grande d’Europa dedicato alla cultura enologica. Nato all’interno delle storiche Cantine Vaselli, il museo si sviluppa su più piani sotterranei e racconta la storia del vino attraverso strumenti, documenti e ambienti originali. Non è solo un luogo di esposizione, ma anche un centro di ricerca e divulgazione che rende Castiglione in Teverina una capitale culturale del vino italiano.

Il Castello Baglioni di Graffignano

A dominare il borgo di Graffignano si erge il Castello Baglioni, fortezza medievale che fu teatro di scontri tra le grandi famiglie nobiliari del Lazio e dell’Umbria. La sua imponente mole, con torri e mura possenti, ricorda il ruolo strategico della valle del Tevere come terra di confine e di passaggio. Oggi il castello è utilizzato per eventi e rievocazioni che riportano in vita le atmosfere cavalleresche del passato.

I sotterranei di Orte

Sotto il centro storico di Orte si nasconde una città parallela: una rete di cunicoli, cisterne e ambienti scavati nel tufo che raccontano duemila anni di storia. Utilizzati in epoca etrusca e romana come acquedotti e cisterne, furono poi riadattati nel Medioevo come vie di fuga e depositi. Le visite guidate permettono di scendere nelle profondità della città , offrendo un viaggio suggestivo nel ventre della Tuscia.

Celleno, il borgo fantasma

Abbandonato negli anni Cinquanta a causa di frane e difficoltà di vita quotidiana, Celleno Vecchio è oggi conosciuto come il “borgo fantasma”. I ruderi del castello e delle case medievali sono stati trasformati in un parco culturale, che ospita mostre, spettacoli e percorsi di memoria contadina. Passeggiare tra le sue rovine significa rivivere la vita di un paese sospeso nel tempo, dove silenzio e storia si intrecciano.

Vitorchiano e il Moai

Vitorchiano, borgo medievale sospeso su uno sperone di peperino, custodisce una peculiarità unica: un Moai scolpito da un gruppo di abitanti dell’Isola di Pasqua, che donarono la statua al borgo negli anni Novanta. Realizzato con la stessa tecnica degli originali, il Moai di Vitorchiano è l’unico esemplare autentico presente fuori da Rapa Nui, e rappresenta un ponte simbolico tra due culture lontane ma accomunate da un profondo legame con la pietra e con la spiritualità .

Scheda pratica – Borghi e vigneti della Valle del Tevere

Cosa vedere

  • Bagnoregio – Civita di Bagnoregio, la “città che muore” sospesa sui calanchi
  • Lubriano – Borgo panoramico con il Museo Naturalistico e i belvedere
  • Castiglione in Teverina – Centro storico e Muvis (Museo del Vino e delle Scienze Agroalimentari)
  • Civitella d’Agliano – Borgo medievale con il Castello Monaldeschi
  • Celleno – Il borgo fantasma con il castello e i ruderi medievali
  • Graffignano – Castello Baglioni e il borgo antico
  • Bassano in Teverina – Torre campanaria e centro medievale
  • Vitorchiano – Borgo sospeso con mura e case a picco sul tufo
  • Orte – Centro storico medievale e Duomo di Santa Maria Assunta

Esperienze imperdibili

  • Passeggiare tra i vicoli medievali e ammirare il panorama sulla Valle dei Calanchi
  • Ammirare i tramonti sulla valle e percorrere il sentiero delle acque
  • Visitare il Muvis e degustare vini e prodotti tipici nelle cantine del borgo
  • Partecipare a degustazioni di vini naturali nelle cantine del territorio
  • Visitare il paese abbandonato e le mostre dedicate alla memoria contadina
  • Assistere a rievocazioni storiche e sagre tradizionali
  • Scoprire la torre longobarda e passeggiare tra le vie in pietra del borgo
  • Passeggiare tra le vie medievali e fotografare il Moai di pietra lavica
  • Visitare i sotterranei di Orte e scoprire la sua storia etrusca e romana

Itinerario storico, artistico e naturalistico

Giorno 1 – La valle dei calanchi

• Bagnoregio – Passeggiata a Civita di Bagnoregio, la “città che muore”, e visita al borgo medievale.
• Lubriano – Sosta panoramica e visita al Museo Naturalistico.

Giorno 2 – La terra del Grechetto e dei borghi ritrovati

• Castiglione in Teverina – Visita al centro storico e al Muvis (Museo del Vino).
• Civitella d’Agliano – Degustazione di vini naturali e passeggiata tra le vigne del Grechetto.
• Celleno – Esplorazione del borgo fantasma e del castello.

Giorno 3 – Rocche, torri e città sul Tevere

• Graffignano – Visita al Castello Baglioni e al borgo.
• Bassano in Teverina – Scoperta della torre medievale e passeggiata nel borgo.
• Vitorchiano – Passeggiata nel borgo sospeso e sosta al Moai di pietra lavica.
• Orte – Visita del centro storico, del Duomo e dei sotterranei.

La Teverina a tavola

La Teverina è una terra in cui la cucina conserva un legame profondo con il paesaggio: colline tufacee, vigne, uliveti e campi coltivati hanno modellato nei secoli il gusto e le abitudini delle comunità locali.

Le castagne e i legumi rappresentano ancora oggi una risorsa preziosa per le tavole contadine, mentre il pane cotto a legna accompagna i piatti tradizionali, dalle zuppe di verdure alle carni in umido. A Celleno, patria della ciliegia, i dolci si arricchiscono con le confetture e con le visciole, mentre a Graffignano la cucina mantiene viva la memoria delle ricette popolari legate alle sagre e alle feste religiose.

Il vero protagonista, tuttavia, è il vino, che insieme all’olio extravergine d’oliva definisce l’identità gastronomica di quest’area. Le vigne di Castiglione in Teverina e Civitella d’Agliano regalano bianchi freschi e minerali, rossi strutturati e soprattutto espressioni eccellenti di Grechetto, vitigno principe della valle.

Accanto al vino, la tavola della Teverina si arricchisce di prodotti semplici e genuini: zuppe di cereali e ortaggi, carni di maiale lavorate nelle antiche tradizioni norcine, formaggi ovini e caprini provenienti dagli allevamenti familiari. A Orte e Bassano in Teverina non mancano le specialità legate alla cucina romana e umbra, segno di un confine culturale vivo e fertile.

Sedersi a tavola in Teverina significa dunque scoprire una cucina di confine, che custodisce la memoria della tradizione ma sa anche rinnovarsi con creatività, sempre accompagnata da un bicchiere di vino locale.

Ricette tipiche della Teverina

Come ricorda Italo Arieti nei suoi studi sulla cucina viterbese, la Teverina conserva una tradizione gastronomica che intreccia semplicità contadina e raffinatezza rinascimentale. Le ricette raccontano di borghi che hanno saputo custodire nel tempo sapori autentici, spesso legati al ritmo delle stagioni e ai prodotti del territorio.

Pappardelle al cinghiale della Teverina

Ingredienti: 400 g di pappardelle fresche, 600 g di carne di cinghiale, 1 cipolla, 1 carota, 1 gambo di sedano, 1 bicchiere di vino rosso, passata di pomodoro, olio extravergine d’oliva, alloro, rosmarino, sale e pepe.

Preparazione: Marinare la carne di cinghiale per 12 ore con vino rosso, alloro e spezie. Preparare un soffritto con cipolla, carota e sedano; aggiungere la carne scolata e rosolare bene. Sfumare con vino rosso, unire la passata di pomodoro e cuocere a fuoco lento per almeno 2 ore. Condire le pappardelle cotte al dente con il ragù e servire con una spolverata di pecorino.

Agnello al tegame con erbe aromatiche

Ingredienti: 1 kg di agnello a pezzi, 2 spicchi d’aglio, rosmarino, salvia, 1 bicchiere di vino bianco, succo di mezzo limone, olio extravergine d’oliva, sale e pepe.

Preparazione: In una padella larga rosolare l’aglio con un filo d’olio, aggiungere i pezzi di agnello e farli dorare uniformemente. Unire rosmarino e salvia, sfumare con vino bianco e coprire. Cuocere a fuoco lento per circa 40 minuti, bagnando se necessario con poca acqua calda. A fine cottura aggiungere il succo di limone e servire caldo, accompagnato da verdure di stagione o patate arrosto.

Spezzatino di lepre con ginepro e vino rosso

Ingredienti: 800 g di polpa di lepre, 1 cipolla, 1 carota, 1 gambo di sedano, 1 bicchiere di vino rosso corposo, bacche di ginepro, alloro, olio extravergine d’oliva, sale e pepe.

Preparazione: Marinare la carne di lepre nel vino rosso con bacche di ginepro e alloro per 24 ore. Scolare e rosolare in casseruola con soffritto di verdure. Sfumare con il vino della marinata e cuocere a fuoco lento per circa 2 ore, finché la carne risulta tenera e profumata. Servire con polenta o pane casereccio.

Ciliegiata di Celleno

Ingredienti: 500 g di ciliegie mature, 150 g di zucchero, 1 bicchiere di vino rosso (Grechetto o rosso locale), cannella.

Preparazione: Denocciolare le ciliegie. In una casseruola versare il vino con zucchero e cannella, portare a bollore e aggiungere le ciliegie. Cuocere per 10 minuti finché il composto diventa sciropposo. Servire tiepido come dessert o come accompagnamento a dolci secchi.

L’enologia nella Teverina

La Teverina rappresenta il cuore pulsante dell’enologia della Tuscia. La sua conformazione geologica – colline tufacee, sedimenti fluviali del Tevere e suoli vulcanici di antica origine – offre condizioni uniche per la vite. I diversi microclimi, legati ai calanchi, ai pianori e alla vicinanza del fiume, favoriscono vini di forte personalità.

Il vitigno simbolo della Teverina è il Grechetto, che qui raggiunge alcune delle sue espressioni più alte: fresco, sapido, minerale, con note fruttate e floreali che lo rendono versatile e identitario. Accanto ad esso, la viticoltura si fonda anche su Trebbiano, Malvasia, Verdicchio, Chardonnay e Viognier per i bianchi, mentre i rossi vedono protagonisti Sangiovese, Montepulciano, Merlot e Cabernet Sauvignon.

Castiglione in Teverina è oggi il centro vitivinicolo più importante della Tuscia: oltre al ruolo del Muvis (Museo del Vino), ospita cantine di grande tradizione e aziende che hanno saputo innovare con vini moderni, capaci di imporsi sul mercato nazionale e internazionale.

Civitella d’Agliano è nota per la produzione di vini di qualità eccellente, soprattutto bianchi da Grechetto e vitigni autoctoni, e per aver introdotto negli anni ’80 e ’90 la filosofia dei “vini naturali”.

Le sue cantine sono considerate pionieristiche in Italia in questo campo, con etichette che hanno ottenuto riconoscimenti internazionali.

Bagnoregio e Lubriano, con i calanchi e i terreni tufacei, hanno anch’essi una lunga tradizione viticola: qui i vini esprimono mineralità e freschezza, con bianchi aromatici e rossi di buon corpo.

Orte e Bassano in Teverina, grazie alla vicinanza del Tevere, hanno suoli fertili e argillosi che danno vini più morbidi e rotondi, tradizionalmente legati al consumo locale.

Celleno, Graffignano e Vitorchiano contribuiscono con piccole produzioni di nicchia, spesso biologiche e artigianali, che arricchiscono il mosaico della viticoltura della valle.

Nel complesso, la Teverina si conferma la zona vinicola d’eccellenza della Tuscia, con vini capaci di raccontare la forza dei suoli vulcanici e la delicatezza delle colline tufacee. Qui il vino non è solo prodotto agricolo, ma cultura e identità di un territorio che da secoli vive in simbiosi con la vite.

Cantine nella Teverina

Bagnoregio

Cantina: Tenuta La Macina – Agriturismo con cucina e camere
Indirizzo: Località La Macina – Via Teverina, 63 – Bagnoregio (VT)
Telefono: +39 327 3887433 – +39 333 3207902
Email: info@agriturismolamacina.it
Sito Web: www.tenutalamacina.it

Civitella d’Agliano

Cantina: Marzoli
Indirizzo: Località Case Nuove – Civitella d’Agliano (VT)
Telefono: +39 327 8548999
Email: info@agricolamarzoli.it
Sito Web: www.agricolamarzoli.it

Cantina: Sergio Mottura
Indirizzo: Strada Ombricolo, snc – Civitella d’Agliano (VT)
Telefono: +39 0761 914533
Email: vini@motturasergio.it
Sito Web: www.sergiomottura.com

Cantina: Tenuta Casciani – Agriturismo con cucina e camere
Indirizzo: Località Morre della Chiesa – Civitella d’Agliano (VT)
Telefono: +39 0761 910090 – +39 334 3205224
Email: info@tenutacasciani.com
Sito Web: www.tenutacasciani.com

Orte

Cantina: Ciucci
Indirizzo: Via Penna in Teverina, snc – Orte (VT)
Telefono: +39 346 6771609
Email: biologicaciucci@gmail.com
Sito Web: www.biologicaciucci.com

Cantina: Del Gelsomino – Agriturismo con produzione casearia e di carni aziendali
Indirizzo: Vocabolo Annunziata, 5 – Orte (VT)
Telefono: +39 0761 402688
Email: delgelsomino@gmail.com
Sito Web

Castiglione in Teverina

Cantina: Bottaccio
Indirizzo: Via Fontana Vecchia, 24 – Castiglione in Teverina (VT)
Telefono: +39 335 7254542
Email: info@cantinabottaccio.it
Sito Web: www.cantinabottaccio.it

Cantina: Doganieri Miyazaki
Indirizzo: Frazione Vaiano, 3 – Castiglione in Teverina (VT)
Telefono: +39 333 2807985 – +39 331 5666431
Email: doganierimiyazaki@gmail.com
Sito Web: doganierimiyazaki.com

Cantina: Fattoria Madonna delle Macchie – Agriturismo con cucina
Indirizzo: Località Madonna delle Macchie – Castiglione in Teverina (VT)
Telefono: +39 0761 948487
Email: info@madonnadellemacchie.it
Sito Web: www.madonnadellemacchie.it

Cantina: Paolo e Noemia d’Amico – Ospitalità con cucina in struttura
Indirizzo: Località Palombaro Vaiano – Castiglione in Teverina (VT)
Telefono: +39 06 84561471 – +39 0761 948034
Email: info@damicowines.it
Sito Web: www.paoloenoemiadamico.net

Cantina: Papalino – Agriturismo con cucina e camere
Indirizzo: Strada della Lega, 10 – Castiglione in Teverina (VT)
Telefono: +39 340 5352190
Email: info@papalino.it
Sito Web: www.papalino.it

Cantina: Tenuta La Pazzaglia
Indirizzo: Strada di Bagnoregio, 4 – Castiglione in Teverina (VT)
Telefono: +39 0761 947114
Email: info@tenutalapazzaglia.it
Sito Web: www.tenutalapazzaglia.it

Cantina: Trebotti Bio
Indirizzo: Strada della Poggetta, 9/10
Telefono: +39 0761 1986704
Email: info@trebotti.it
Sito Web: trebotti.it

Arte Norcina della Teverina

La Valle del Tevere custodisce una delle tradizioni norcine più radicate della Tuscia. A Castiglione in Teverina spicca l’Antica Norcineria Morelli, storica bottega di Piazza Maggiore, che da quattro generazioni lavora carni suine con metodi artigianali. Qui si producono salumi tipici, porchette, guanciali e salsicce dal sapore autentico, frutto di una lavorazione lenta e rispettosa delle ricette di un tempo.

La cultura norcina della Teverina si lega alle fiere e alle feste popolari, dove i salumi diventano protagonisti delle tavolate e dei banchetti comunitari. Guanciale, lonza e salsicce aromatizzate con pepe o finocchio selvatico raccontano il gusto genuino di una valle che unisce storia contadina e sapienza artigiana.

Visitare queste norcinerie significa immergersi in un patrimonio gastronomico che resiste ai secoli, offrendo al viaggiatore una delle esperienze più autentiche della Tuscia.

Azienda: Antica Norcineria Morelli – Salumi, porchetta, guanciale e salsicce artigianali
Indirizzo: Piazza Maggiore, 14 – Castiglione in Teverina (VT)
Telefono: +39 0761 947051

Conclusioni

La Teverina si afferma come una delle aree più ricche e preziose della Tuscia. I suoi borghi, sospesi tra i calanchi e le colline tufacee, custodiscono un patrimonio storico, artistico e naturale di straordinaria bellezza. Qui le grandi famiglie del passato – dai Monaldeschi agli Orsini, dai Farnese ai Baglioni – hanno lasciato castelli, chiese e residenze che ancora oggi narrano secoli di storia e di potere. Al centro di questa identità vi è il vino: dal Grechetto di Castiglione in Teverina ai vini naturali di Civitella d’Agliano, fino alle produzioni di Orte e Bagnoregio, la viticoltura è divenuta ambasciatrice del territorio. Le cantine, spesso a conduzione familiare, hanno saputo innovare conservando il legame con la tradizione, trasformando la Teverina in un polo enologico di rilievo nazionale e internazionale. Accanto al vino, le tradizioni gastronomiche e artigianali – dalle norcinerie storiche come la Morelli, ai piatti tipici che raccontano la cucina contadina – completano un quadro che intreccia gusto e cultura. Visitare la Teverina significa vivere un’esperienza autentica, dove la bellezza dei paesaggi si fonde con l’accoglienza dei suoi abitanti e la ricchezza dei suoi prodotti.

Bibliografia essenziale cap 5
Italo Arieti, La cucina viterbese. Storia, ricette e tradizioni, Viterbo, 1985.
Touring Club Italiano, Guida d’Italia – Lazio, Milano, TCI.
Giuseppe Signorelli, La Teverina e i suoi castelli, Roma, 1991.
Cataloghi e materiali del Muvis – Museo del Vino e delle Scienze Agroalimentari, Castiglione in Teverina.
Sergio Mottura, Il Grechetto e i vini naturali della Tuscia, Civitella d’Agliano.
Documentazione dei Comuni della Teverina: Bagnoregio, Lubriano, Castiglione in Teverina, Civitella d’Agliano, Celleno, Graffignano, Bassano in Teverina, Vitorchiano, Orte.
La Tuscia del Vino 2025. A cura di Carlo Zucchetti e Francesca Mordacchini Alfani.